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Ed ecco, finalmente, il soggetto che realizza le aspettative di molti, moltissimi, ambientalisti delusi o, comunque, incapaci di trovare una collocazione precisa, dal momento che il panorama attuale vincola strettamente l'ambientalismo all'area d'appartenenza di sinistra ed estrema sinistra. Non per essere vanesi o inopportunamente saccenti, ma dobbiamo dire che prima d'ora, nella nostra realtà locale, non si era mai pensato di dare vita a un'entità concreta che si mobilitasse per il verde, senza comunque escludere anche le emergenze sociali, esulando da qualsiasi tipo di bandiera in tasca. Già. Questo movimento, infatti, si è prefisso di non porsi come un soggetto già schierato. Anzi. Non vorrà mai e poi mai trovarsi schierato, o peggio, essere tacciato di posizionarsi in un certo settore dello scacchiere politico, nonostante alcune voci maligne e maliziose. Il programma di 'governo' Fas, se così lo si può definire, consiste nel non avere alcuna colorazione partitica. Siamo nati ufficialmente a fine marzo, quando con la conferenza stampa tenutasi all'hotel Astoria di piazza XX Settembre, a Udine, si è dato il via a questo nuovo capitolo ambientale, anche se i mesi di lavoro per stabilire programmi, intenzioni e azioni sono stati, ovviamente, precedenti e, come si può immaginare, non sempre facilissimi. Il nostro programma? Si può sintetizzare in poche parole:
NON SIAMO NE' DI DESTRA, NE' DI SINISTRA, NE' DI CENTRO
Probabilmente i lettori si domanderanno, a questo punto, che cosa siamo. La risposta è molto semplice: siamo semplicemente ambientalisti. Non intendiamo assolutamente essere considerati partiticamente collocati e collocabiliIn questo senso ci riteniamo, a ragione, apartitici e apolitici. Ma, attenzione, questo non significa sottoscrivere una sorta di patto di desistenza immobilistica e rinunciare a scendere in prima persona nell'agone politico. Su questo versante, del resto, regna un'enorme confusione. Ricordiamo, per chi fosse a digiuno della logica delle precisazioni, che dichiararsi a-partitici e a-politici vuol dire soltanto che nel dna del movimento sono assenti colore e bandiera politici, non certo che al movimento sono precluse eventuali alleanze con chi offre le più concrete garanzie possibili sulla base delle richieste Fas. Un conto è non possedere una prioritaria demarcazione politica, un'altra è, forti della caratteristica fondante di autonomia e a-partitismo, stabilire possibili contatti con gli schieramenti (destra, sinistra, centro… questo si vedrà) per fare in modo che le nostre pure e belle idee a tutela dell'ambiente e dei diritti dei cittadini vengano messe in pratica con precise azioni politiche.
Non è una novità: se non si siede sui tavoli della politica (magari turandosi naso e orecchie…) si conta poco, quasi nulla. La nostra voce di dissenso e di protesta sui temi ambientali che scottano rimarrebbe, più o meno, una voce che urla nel deserto. Per evitare di gridare alla sabbia, o a dei semplici cammelli, si cercherà, in vista delle consultazione provinciali del 2006, di intrecciare fruttuosi rapporti con il candidato maggiormente qualificato sotto il punto di vista del Verde della nostra provincia.
Vogliamo un ambiente pulito, vogliamo che la salute dei friulani sia tutelata, vogliamo che alle emergenze le istituzioni pongano fine e, prima ancora, vorremmo che i politici si accorgessero della emergenze. C'è il nodo antenne che sembra ormai incontrollato: a Udine spuntano decine e decine di antenne e il Comune continua ad affermare di avere le mani legate, salvo poi emettere concessioni su suolo pubblico (si pensi, ad esempio, all'antenna di via Chiusaforte) grazie alle quali introita non pochi soldini. C'è il nodo collegato dell'elettrosmog a cui si congiunge pure quello degli elettrodotti. Non solo. Il radon nelle scuole continua ad essere affrontato solo in parte, per non parlare della via crucis di discariche che potrebbero rappresentare un domani la passione di molti friulani (a Trivignano la cava Zof, poi la discarica di San Vito al Torre, eccetera).
Il nostro obiettivo è di tenere alta l'attenzione su questi argomenti che chiamano in causa la vita stessa dei cittadini. Fino a quando saremo sicuri? Fino a quando l'acqua non sarà contaminata? Fino a quando i 'fumi' resteranno sotto la soglia di una presunta sicurezza? E quando, invece, si dovranno tristemente, magari fra decenni, contare le vittime, gli ammalati di tumore, i morti, oppure assistere al sorgere di malformazioni genetiche, danni permanenti o invalidità? Scenari raccapriccianti, ma non certo fantambientali, che richiedono, se non altro, un monitoraggio costante. Fra quelle vittime, fra quegli ammalati, fra quei morti potrebbero esserci, un giorno, i nostri figli, oppure i figli dei nostri figli. La situazione è grave, e questo tutti lo sanno e pochi lo ripetono.
Intendiamo organizzare, nel tempo, incontri pubblici, conferenze, seminari per non far scemare le urgenze e per continuare a tenere viva l'attenzione, evitando che i soliti insabbiamenti mettano fine a capitoli rimasti nella incertezza di risposte e, soprattutto, di soluzioni efficaci ed effettive.
I riflettori saranno costantemente puntati sul territorio provinciale, per sanare, in questo modo, un vuoto pesante, dal momento che il Sole che ride da Trieste, illuminando, si fa per dire, soltanto Trieste e vicinanze, non ha fatto fin qua praticamente nulla di fronte ai problemi friulani. Ecco perché il movimento Fas si propone di battezzarsi anche come "VERDI DEL FRIULI", cercando, da un lato, di ribadire che l'interesse prioritario è l'ambiente, ma non quello finora concepito in maniera triestinocentrica dallo Smile giuliano, bensì quello concepito nell'ottica friulanocentrica. Non vogliamo, però, ingenerare confusione, utilizzando il termine "Verdi", con il partito del leader romano Pecoraro Scanio da cui il nostro presidente, Claudio Del Medico Fasano, ha preso nettamente le distanze. Siamo due entità diverse, operanti con logiche e schemi diversi. Stiamo arruolando associati, in modo da poter contare su una base sempre più forte e nutrita. Guardiamo con preferenza ai giovani, nauseati dai giochini politici orami imperanti. Pensiamo di offrire a loro una grande opportunità di riscossa. Impegnarsi per l'ambiente è un dovere prima di tutto del singolo cittadino. Impegnarsi per l'ambiente senza schieramenti, ma accettando tutti, senza preferenze o esclusioni, è il nostro potenziale.
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