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IL PREMIO DEL DISONORE: LA TESTA DEL CACTUS

Sarà pure folklore, come alcuni organi di stampa hanno riportato. Sarà pure molto kitsch, come altri hanno asserito fra i denti. Secondo noi, invece, è una testimonianza di aperto dissenso espresso in modo civilmente burlesco. Abbiamo pensato, infatti, di battezzare un premio speciale da consegnare (o far recapitare con avviso di ricevuta nei casi più difficili…) a quei politici che si sono brillantemente distinti per l'inefficienza istituzionale rispetto alla carica ricoperta. Un'attenzione particolare, ovviamente, si rivolgerà a quanti rivestono ruoli riconducibili all'area ambiente, ma questo non significa che si ignoreranno i casi eclatanti riconducibili ad altri settori, come la sanità, l'economia, la cultura e via dicendo.
La testa del cactus: abbiamo chiamato così questo premio, in modo del tutto elegante e signorile, con l'obiettivo di non scadere nella volgarità e nella massificazione dettata dal gergo in voga negli stessi ambienti del politichese fashion. Trattasi di piantine che riproducono l'originale forma del cactus. Lampante il riferimento alle spine del cactus: chi riceve questo riconoscimento, infatti, si fa molto male, simbolicamente parlando… Si punge, si ortica, fisicamente e spiritualmente.
A chi verrà donato? A politici, enti, istituzioni che si siano dati da fare per peggiorare o, comunque, ignorare la situazione ambientale innanzitutto, ma anche sociale. Al Consiglio direttivo Fas spetta il compito di segnalare i papabili e mettere al voto i nominativi.
Una specie di tapiro friulano, che nulla ha da spartire con il tapiro di 'strisciana' memoria, ma che richiama lo spirito del maiale della nota trasmissione satirica. Non nascondiamo che abbiamo già due o tre nomi nel cassetto (anticipati del resto già durante la conferenza stampa di presentazione del movimento Fas) cui dovrebbero prima o poi arrivare i simpatici premi. Legalmente, lo precisiamo, siamo tutelati. Abbiamo domandato consulenza a un legale il quale ci ha avvisati sulla possibilità di ricevere querele nel caso in cui avessimo mantenuto la dizione originaria, quella che aveva riscontrato un certo successo comico: testa di cactus.
Dal momento che il riferimento era abbastanza esplicito… gli articoli e le congiunzioni sono giunti in pio soccorso di noi ambientalisti a caccia di premi da recapitare. Il miracolo della lingua italiana è ancora tutto da scoprire. E' bastato aggiungere 'la' prima di 'testa' e 'del' invece che 'di' e ci siamo ritrovati perfettamente a posto con la giustizia. La tesa del cactus è legalmente corretta. Come dire, nessuno ci porterà in un'aula di tribunale. Cosa che fa molto piacere, poiché per un movimento appena nato ritrovarsi in grattacapi legali significa chiudere, come minimo, i battenti.
Il premio della vergogna, però, non va considerato come uno schiaffo. E' un semplice avvertimento che nasce dalle buone intenzioni del Fas. Con questo cactus, infatti, ci proponiamo, nonostante la cornice farsesca, di richiamare i politici (di qualsiasi colore essi siano) ai loro doveri, sperando che quel premio possa contribuire a un necessario ravvedimento sulla strada di Damasco. Un'illuminazione, del resto, può sorgere anche per una brutta figura pubblica… sancita con il riconoscimento speciale.

Premio La testa del Cactus
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